Definire le condizioni di ipercomprato e ipervenduto nel trading azionario
Definiamo la condizione di ipercomprato come il punto in cui il prezzo di un’azione ha seguito una traiettoria rialzista così aggressiva che i partecipanti al mercato la considerano ora troppo costosa rispetto al suo valore storico. La pressione d’acquisto è stata così intensa che il momentum è ora più propenso a rallentare o a invertire la direzione. In pratica, il trend rialzista raggiunge un punto di maturità in cui il capitale necessario per spingere ulteriormente i prezzi in alto inizia a diminuire.
Il mercato è considerato ipervenduto quando accade l’opposto. Le azioni attraversano un periodo di forte pressione di vendita in cui i prezzi scendono al di sotto del loro valore intrinseco percepito. Il trend ribassista inizia a perdere forza e sono necessari ulteriori capitali per spingere i prezzi ancora più in basso.
Condizioni di mercato come queste, in cui i prezzi rimangono ipercomprati o ipervenduti per periodi prolungati, sono il risultato di un sentiment estremo, causato da euforia o panico. Quando la pressione si attenua, il mercato può aver raggiunto un massimo o un minimo. In questo caso, gli operatori istituzionali iniziano a sviluppare la loro prossima mossa, poiché esiste un’opportunità matematica nello scommettere che i prezzi torneranno verso la media, lontano dagli estremi.
Lettura delle condizioni di mercato con indicatori chiave
Sia gli indicatori tecnici sia l’analisi fondamentale funzionano quando si valuta se i prezzi possano essere considerati ipercomprati o ipervenduti. Di seguito, una tabella mostra come normalmente si valutano e definiscono le condizioni di mercato secondo ciascun tipo di analisi.
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Analisi Tecnica |
Analisi Fondamentale |
| Metriche principali |
Azione del prezzo e oscillatori di momentum |
Utili, ricavi e rapporto debito/patrimonio |
| Definizione di ipercomprato |
RSI > 70 o Stocastico > 80 |
Alto rapporto P/E o prezzo/vendite |
| Definizione di ipervenduto |
RSI < 30 o Stocastico < 20 |
Scambiato sotto il valore contabile o il flusso di cassa |
| Orizzonte temporale |
Trading a breve-medio termine |
Investimento a lungo termine |
Sebbene l’analisi fondamentale fornisca indicatori utili per evidenziare condizioni di ipercomprato e ipervenduto, la maggior parte dei trader si affida principalmente al trading tecnico, concentrandosi su potenziali inversioni di mercato per opportunità a breve-medio termine.
L’RSI e lo Stochastic Oscillator, che approfondiremo di seguito, sono tra gli indicatori tecnici più popolari per questo tipo di strategia.
Indice di Forza Relativa (RSI)
L’RSI è un indicatore che misura la magnitudine e la velocità delle variazioni recenti dei prezzi per valutare la forza del trend complessivo. È stato sviluppato da J. Welles Wilder negli anni ’80 ed è stato utilizzato in diversi mercati da allora.
La lettura matematica normalizza i dati su una scala da 0 a 100. Un valore superiore a 70 classifica il titolo come ipercomprato. Valori inferiori a 20 lo classificano come ipervenduto.
I trader utilizzano i livelli RSI per individuare quando i prezzi raggiungono condizioni di ipercomprato o ipervenduto, ma possono anche usarlo per monitorare la divergenza del momentum, che si verifica quando il prezzo segna nuovi massimi mentre l’indicatore mostra un massimo più basso. Questo è un segnale che il trend rialzista potrebbe avvicinarsi al suo punto di esaurimento, anche prima che i prezzi inizino a mostrare segni di debolezza.
Oscillatore Stocastico
L’Oscillatore Stocastico si differenzia dall’RSI perché misura la velocità del prezzo rispetto al suo intervallo massimo-minimo in un periodo definito.
Questo indicatore si basa sull’ipotesi che, durante trend forti, i prezzi tendano a concentrarsi vicino alla parte alta dell’intervallo recente in caso di momentum rialzista o alla parte bassa in caso di momentum ribassista.
Un valore superiore a 80 indica che i prezzi stanno chiudendo nel 20% superiore degli ultimi n periodi di trading e implica che il titolo si trova in condizioni di ipercomprato.
Per le condizioni di ipervenduto, valori inferiori a 20 indicano che il prezzo si muove intorno al 20% inferiore degli ultimi n giorni.
In generale, i trader combinano l’indicatore stocastico con altri strumenti per interpretare meglio un segnale prima di aprire una posizione prematura. Un ingresso viene attivato, ad esempio, quando la linea veloce %K incrocia verso l’alto la linea lenta %D mentre si trova in una zona estrema di ipervenduto.
Strumenti supplementari per la tua strategia di trading
È molto difficile ottenere un vantaggio dall’analisi tecnica utilizzando un solo indicatore. I trader di successo non si affidano esclusivamente all’RSI o all’Oscillatore Stocastico per confrontare i trend e formulare una tesi di mercato. Sfruttano invece una combinazione di questi strumenti insieme ad altri strumenti supplementari.
Il MACD, ad esempio, è un grande alleato quando si considera il momentum più ampio del mercato. Quando l’istogramma si espande allontanandosi dallo zero, verso l’alto o verso il basso, indica che la pressione del mercato è forte. Più è distante dallo zero, più il trend è forte.
L’Average Directional Index (ADX) è un altro indicatore che i trader usano per misurare la forza di un trend, indipendentemente dalla sua direzione. I trader possono usarlo per capire se il mercato si trova in una fase laterale nel lungo periodo, cosa utile per evitare strategie trend-following quando non esiste un vero trend che determini la direzione operativa.
Le Bollinger Bands, invece, adottano un approccio basato sulla volatilità. Possono anche essere usate per identificare condizioni di ipercomprato e ipervenduto. Quando i prezzi superano la banda superiore, sono tecnicamente troppo elevati rispetto alla loro media. Lo stesso vale quando i prezzi toccano la banda inferiore.
Confrontare i risultati di RSI vs Stochastic Oscillator insieme alle Bollinger Bands può essere un’ottima aggiunta per identificare zone di ipercomprato e ipervenduto con una precisione ancora maggiore.
Rialzista o ribassista? Come identificare il trend principale e sfruttarlo
Il fattore principale quando si tratta di fare trading sui mercati finanziari è capire se si è in grado di comprendere il contesto di mercato più ampio oppure no. Un oscillatore è completamente cieco agli eventi macroeconomici. È semplicemente un dato calcolato su un periodo di osservazione n.
Anche se fornisce informazioni rilevanti, non può dirti se il mercato è in trend o laterale nel lungo periodo. Sta a te definire il regime attuale.
Se il mercato è effettivamente in trend, l’asset può rimanere in ipercomprato o ipervenduto per un periodo prolungato. Un RSI a 85 durante un’euforia rialzista conferma la forza, invece di segnalare immediatamente un’inversione.
- Consiglio su trend rialzista e ribassista: Se la tua strategia è seguire il trend, dovresti cercare punti di ingresso solo su ritracciamenti temporanei o rally di sollievo per acquistare o aprire posizioni short.
Nei mercati laterali, i prezzi tendono a tornare verso la media. In questo caso, gli indicatori di ipercomprato e ipervenduto possono aiutarti a ottenere la massima efficacia nei profitti. Come regola generale, quando l’RSI si avvicina a 70 e i prezzi oscillano attorno a una resistenza orizzontale, puoi iniziare a considerare la possibilità di una pressione ribassista.